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Thursday, November 20, 2014

Exhibition report: Muse & FoodPorn

“Muse & Food Porn”
di Roberta Soru
Black Market Art Galleryvia Panisperna 101 Roma (Rione Monti)
dal 15 novembre al 15 dicembre 2014





















Ho scoperto da poco cosa si intende per “Food porn”. Ovviamente nulla di tutto ciò che la mia mente era riuscita a immaginare. Nella dilagante passione per il cibo che ci coinvolge al giorno d’oggi centinaia di migliaia di riviste patinate ci offrono alla vista piatti golosi, tutti da mangiare con gli occhi e anche i social network fanno la loro parte: tutti postano foto di piatti appena realizzati, torte e cupcake di ogni genere e non si perde l’occasione di far vedere quello che abbiamo ingurgitato a colazione, pranzo cena e merende varie. Ecco cos’è il food porn, svelato il mistero! Se poi accanto a questa viscerale passione per il cibo mettiamo la carica sensuale di una donna allora il binomio che ne viene fuori è assolutamente irresistibile. Roberta Soru con la sua mostra sembra aver compreso a pieno la potenza di queste immagini, le sue muse disegnate ricordano molto le dive di un tempo, con le labbra rosse, i tacchi vertiginosi ma sempre accompagnate dal cibo. Della serie “anche un’anguria può essere sexy” e chi può sostenere il contrario?

By Cecilia Spano per Le Cool Roma

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Tuesday, November 11, 2014

Muse & FoodPorn @ Black Market



“Muse & Food Porn”
di Roberta Soru
Black Market Art Galleryvia Panisperna 101 Roma (Rione Monti)
dal 15 novembre al 15 dicembre 2014

Dopo un anno, la visual artist Roberta Soru torna ad esporre a Roma, nell’eclettico salotto del Black Market Art Gallery.

Le sue donne ammiccanti e sensuali, ricordano il fumetto erotico d’autore italiano ed incontrano la sensualità degli alimenti e del cibo. Secondo la visione dell’artista infatti, il cibo è fin dalla nascita, uno dei principali mediatori che ci relaziona con il mondo, è stimolo dei 5 sensi, è materia prima al funzionamento della macchina-corpo, è feticcio su cui sfogare i propri desideri inappagati nel corso della vita. La mostra Muse & Food Porn dunque, parte dal presupposto che il cibo sia un feticcio necessario, che si ama o si odia, che cura o che ammala, che riempie o che svuota. Un bisogno istintivo, irrinunciabile in ogni caso.

Muse e cibo, cibo e desideri nascosti. Come fossero ingredienti in una ricetta, Roberta Soru li mescola e li rappresenta attraverso l’illustrazione. Gioca con il Food Porn (genere fotografico 2.0, nato dall’irrefrenabile pulsione di cedere all’arte culinaria, fotografando e postando ogni tipo di alimento sui social network) e con i doppi sensi, con le tentazioni lussuriose e proibite di ogni “foodie” e trasforma il tutto in ammiccanti ritratti di donne, immaginando l’oggetto più nascosto, quello che fa venire l’acquolina in bocca e che si vuole mangiare con gli occhi.

Le sue muse seducono, diventano tentazione e godimento allo spasmo, mettendo in relazione corpo e sensualità, con l’ossessione per il cibo, attraverso allusioni che creano storie.





Link: Inaugurazione Muse & Food Porn - Black Market Art Gallery

Wednesday, July 02, 2014

Food Porn in my Kitchen!





Mousse di fragole
Ingredienti:
500 g di fragole
200 g di panna vegetale
100 g di di latte vegetale
70 g di zucchero di canna
2 g di agar- agar

Per la salsa:
200 g di fragole
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di limone

Lavare e tagliare le fragole a pezzetti, frullate a immersione con la panna e lo zucchero.

Questo l’ho fatto, pensò, rileggendo la prima frase della ricetta e guardando la ciotola con il composto. La appoggiò piano al centro del tavolo, chinandosi leggermente in avanti. Due pensieri le attraversarono la mente: immaginò il momento in cui avrebbe gustato il dolce con lui; la sua faccia goduriosa e sorpresa.

Il secondo pensiero era più vezzoso: alzando i talloni, si chiese se le mutandine chiare che aveva indossato le facessero un bel sedere. E se il vestitino cortissimo che aveva scelto lo lasciasse intravedere abbastanza.

In un pentolino, mescolate il cucchiaino di zucchero con l’agar-agar, aggiungete il latte un pò alla volta togliendo ogni grumo.

Prese il pentolino e affondò il cucchiaio con decisione e mescolò con vigore. Aveva sempre amato le cucine grandi e accoglienti. Non era solo il luogo in cui preparare da mangiare, ma la loro sala da pranzo, la stanza in cui parlare di questioni importanti. Non di rado, era anche la loro alcova. Ogni mobile, ogni oggetto, rivestiva per lei un significato affettivo. E anche una semplice mousse di fragole aveva un suo senso. Si sentiva attraente, mentre mescolava gli ingredienti. Non solo per i movimenti del suo corpo, né per il vestitino volutamente troppo corto che indossava. Ma perché in quel dolce stava impastando il suo amore per lui.

Per la salsa: lavate le fragole, tagliatele a pezzettini. In un tegame mettete le fragole, il limone, lo zucchero.

Spesso pensava a quanto fossero sensuali i gesti di una cuoca. Si chiedeva se chi scriveva le ricette si fosse mai accorto di quanta somiglianza ci fosse con i movimenti dell’amore. Immerse un dito nella ciotola e lo portò alle labbra. Senza ostentata voluttà, ma con piacere, con la stessa naturalezza con cui faceva l’amore.

Attraversò la cucina per andare verso il fornello. I tacchi delle scarpe risuonavano sul pavimento. Versò la crema nella ciotola, osservandola colare. Strinse il cucchiaio di legno tra le dita e iniziò a girare, sentendo pian piano il composto indurirsi.

Un brivido di eccitazione le percorse la schiena: il corpo cucinava, ma la mente immaginava di stringerlo, accarezzarlo, manipolarlo, sentendolo crescere nelle sue mani. Avrebbe continuato fino a condurlo al limite del piacere.

Frullate a immersione, fate raffreddare e ponete in frigo fino al momento di servire la mousse.

Sciolse il nodo che teneva il vestito e lo lasciò cadere ai suoi piedi. In mutandine e tacchi alti attraversò nuovamente la cucina e appoggiò la pentola sul piano di marmo vicino al lavello.
Sul quel marmo avevano fatto l’amore più di una volta. Lo trovava della giusta altezza e amava il contrasto tra il freddo della pietra e il calore che sentiva sprigionasi dal corpo di lui.
Semi nuda, in mezzo alla cucina inondata dal sole d’estate, portò a termine l’operazione resistendo alla tentazione di affondarci il dito e portarselo alla bocca.

«E ora» disse ad alta voce, «bisognerà aspettare che la crema si raffreddi…»

Si voltò e, per la prima volta da quando aveva iniziato a cucinare, guardò l’uomo seduto sulla sedia all’angolo della stanza, rosso in volto, evidentemente coinvolto dallo spettacolo a cui stava assistendo. Ma, come lei gli aveva chiesto, non aveva fatto un gesto né detto una parola. Aveva solo lasciato che, attraverso il suo sguardo, il desiderio arrivasse al culmine. Senza perdere il contatto visivo, si avvicinò, si chinò e lo prese per mano, lo condusse al tavolo. Appoggiò il busto sul piano e chiuse gli occhi.



Curcuma
Lo incontrai di nuovo una sera a casa di un’amica, durante una cena. Mangiammo del riso con verdure o forse un cous cous, non ricordo. Lo guardavo mangiare. Pensavo si stesse contenendo per imbarazzo, incontrai più volte il suo sguardo e lo vidi arrossire.

Avevo voglia di dolce, mi alzai e cercai di prendere la marmellata, mentre la mia amica ci raccontava le sue ultime disavventure erotico-amorose. Lui si alzò per aiutarmi e mi sfiorò un seno porgendomi il vasetto.
I nostri sguardi non si incrociarono, ma li lo notai. Aveva le spalle larghe, era alto, la barba nera e folta, le labbra carnose.

Pensavo a quel giorno, seduta nella sua cucina a guardarlo cucinare. Con la tranquillità di colui che sa quello che fa, mondava le verdure, tritava le cipolle, il rosmarino, che con il suo profumo impregnava la stanza.
Si muoveva sciolto, era nel suo ambiente, sfumava il soffritto con il vino e sciacquava i ceci nel lavello. Mi guardava e sorrideva mentre mi porgeva una bruschetta alla bocca.
Mentre la mordevo, pensava a come sarebbe stato, sfilarmi la camicia e portarmi su per le scale fino alla camera, ma questo lo scoprirò solo dopo.

I suoi occhi parlavano ed io lo capivo benissimo. Scolava i ceci e li versava nel soffritto in un gioco di movimenti, in una danza, come i nostri gesti, i nostri sguardi. Mi passava un boccone e lo prendovo tra i denti. Afferrò la curcuma e il profumo si mescolò al rosmarino, mi avvolse e pensai che non era più estate. In 30 minuti preparò ed impiattò. Il vino bianco era aperto ed era nei calici.

Seduti uno di fronte all’altra godeva dei complimenti e per chi cucina non c’è niente di meglio. Si avvicinava per farmi gustare il sugo con il pane ed un brivido gli percorse la schiena quando lo afferrai con i denti.
Odore di rosmarino e curcuma, i sensi erano al massimo, la distanza che ci separava dalle scale non esisteva più, mi trascinò per la mano ed ero ormai persa. Mentre non era più estate, mi ritrovai stretta tra le sue braccia, in un caldo abbraccio umido, abbandonata a lui.


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Tuesday, January 28, 2014

Retrospettiva Illustrata



Se vi capitasse di passare per Centocelle a Roma, dal 31 gennaio presso lo spazio espositivo del Ristorante l'Artista (via delle Robinie 45) ci troverete, oltre ad un'ottima cucina biologica anche le mie illustrazioni.

Verrà esposto il progetto "Non si gioca con le Bambole", nato in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne e "Muse & Food Porn", la tendenza di fotografare il cibo (che diventa feticcio) e postarlo su ogni social network presente sulla rete.

Una retrospettiva con tematica sociale forte come quello della violenza e attuale come quella del food porn, influenzata nel tratto da grandi maestri del fumetto e dell'illustrazione più recente.

Non si gioca con le bambole.

Si stima che ogni anno in Italia vengano uccise 171 donne, una ogni due giorni. Il 70,7% degli omicidi avviene in ambito familiare o affettivo. Tra il 2000 e il 2012 sono state assassinate 2.220 donne. Il responsabile della violenza per la maggior parte dei casi è il marito, seguito dal convivente e dall’ ex partner.

Parlare di numeri purtroppo però è limitativo. Possono aiutare ad analizzare un fenomeno, ma è evidente che dietro queste cifre ci sono drammi e vite scippate. Donne uccise per gelosia. Donne uccise perché avevano lasciato. Donne uccise perché maltrattate per anni. Donne uccise perché donne.

Le protagoniste di questa mostra sono 7 donne, alle quali è stato metaforicamente assegnato un peccato, una colpa immaginaria e imperdonabile che le ha portate a "dover" essere uccise. 7 appunto, come i peccati capitali; 7 come le statistiche (7 uomini su dieci, pur condannando le aggressioni, rilevano che potrebbe essere stata la donna stessa "ad aver provocato una reazione violenta nell'uomo"); 7 come i colori dell'arcobaleno; 7 come le stelle più luminose delle costellazioni dell'Orsa maggiore e dell'Orsa minore; 7 come i colli di Roma; 7 come l'antica suddivisione dei mari; 7 come le fanciulle che Atene offriva a Minosse per il Minotauro; 7 come le virtù; 7 come i bracci del Menorah; 7 come gli attributi fondamentali di Allah; 7 come gli Dei della felicità nel buddismo; 7 come i doni dello Spirito Santo; 7 come le piaghe d'Egitto; 7 come i sacramenti; 7 come i sigilli che se rotti porteranno l'Apocalisse; 7 come i veli della danza di Salomè; 7 come i dolori di Maria; 7 come i Rishi induisti; 7 come i Chakra; 7 come le meraviglie del mondo antico e moderno; 7 come i saggi filosofi greci; 7 come le mucche di Apollo mangiate dai compagni di Ulisse; 7 come i metalli simbolici della trasmutazione alchemica; 7 come le arti liberali; 7 come la somma delle facce opposte di un dado; 7 come le vocali della lingua italiana; 7 come le vite di un gatto; 7 come gli anni di sfortuna quando si rompe uno specchio; 7 come i tagli delle banconote dell'Euro; 7 come le prove dell'Eptathlon femminile; 7 come i nani di Biancaneve; 7 come le chiavi e le note musicali; 7 come i giorni della settimana, in cui ogni donna può essere vittima di una violenza.

Muse & Food Porn

Ognuno ha il proprio cibo-feticcio su cui sfogare i desideri inappagati. Lungo il corso della vita non è sempre lo stesso, ma c'è. Il cibo dunque è un feticcio, ogni ingrediente una perversione.

Da genere fotografico a movimento 2.0: lo chiamano il food porn. L'arte di abbandonarsi alla seduzione del cibo e l'irrefrenabile pulsione a cedere ai piaceri culinari, fotografarli e postarli sui social network. Tentazioni lussuriose del cibo, dell'alimento. Piacere sensuale, sessuale e oggetto del desiderio di ogni "foodie".

Il cibo è, fin dalla nascita, uno dei principali mediatori nella nostra relazione con il mondo. È la materia prima necessaria al funzionamento della macchina-corpo. Lo stimolo dei 5 sensi, ne gustiamo il sapore, l'odore, ne ammiriamo i colori, lo sentiamo al tatto, sfrigolare, bollire, cuocere con l'udito.

Il cibo è cultura, storia, tradizione, identità.

Il cibo può essere la miglior cura e il tuo miglior amante, ma anche il peggior nemico. Alcuni lo venerano, altri lo odiano. Ma il punto è sempre lo stesso, è li, è un feticcio che ci colma, ci riempie e/o ci svuota, ci rapisce e ci ossessiona.

Bon appétit!



Info: info@fotographicarti.it - ristoranteartista@gmail.com
Prenotazioni: (+39) 06 6481 0895
Link: l'Artista

Friday, April 05, 2013

Female Theatre and Me





Come avreste notato sul blog, non mi piace parlare di me, lascio sempre che siano i miei disegni ed i miei lavori a farlo.

Un giorno decisi che da grande avrei fatto l'artista..tanti sacrifici, tante rinunce, tante lacrime ma anche tante tante soddisfazioni quando, anche nel piccolo, si arriva da qualche parte!

IL collettivo Female Cut Roma mi ha permesso oggi di arrivare e di sentirmi ripagata di tanti sacrifici fatti.
Grazie mille Female Cut!

FEMALE CUT & TEATRO LO SPAZIO
Presentano

FEMALE THEATRE

Musica | Arte | Danza | Performance


Sabato 13 Aprile 2013 | TEATRO LO SPAZIO
Start h 23.00
Ingresso 10€ con consumazione

Sabato 13 aprile Female Cut approda per la prima volta al TEATRO LO SPAZIO di San Giovanni con un evento di Musica, Arte, Danza e Performance raccontato dalle donne. Ospite dell’evento la dj tedesca P.Toile! Ad accompagnarla le dj Miz Kiara e De-monique, le visionarie immagini di Sladzana Bogeska, le illustrazioni grafiche di Roberta Soru e le sculture meccaniche di Lara Pacilio. Alle performer Marta Capitani, Simona Zaccagno e Maria Manuela Pochetti con la sua “Anima” il ruolo di interpreti di questo viaggio musicale dove la danza e il teatro diventano mondi paralleli, in un percorso che indaga e mostra le mille sfaccettature dell’universo femminile.

Special Guest
P.TOILE
Berlin_Mothership_Moodmusic

Dj Set
Miz Kiara
De-monique

Vj Set
Sladzana Bogeska

Visual Graphic
Roberta Soru

Dance Performance
Marta Capitani & Simona Zaccagno

Art Work “Pinkin’Love”
Lara Pacilio

Art Performance “Anima”
Maria Manuela Pochetti

TEATRO LO SPAZIO
Via Locri 44 (traversa di Via Sannio) Roma

Thursday, March 08, 2012

Woman’s Day

Pubblico questo post in occasione della giornata Internazionale della Donna (comunemente definita festa della donna), che ricorre l'8 marzo di ogni anno, in ricordo delle conquiste sociali, politiche ed economiche acquisite, ma anche e soprattutto in memoria e in sostegno di tutte quelle che ancora oggi sono vittime di discriminazioni e violenze in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, quando, a seguito di alcuni congressi in Europa e in Russia, durante i quali prendevano piede delle alleanze femministe di carattere sociale, si decise di festeggiare il “Woman’s Day”; venne festeggiata per la prima volta in Italia nel 1922.
Il suo simbolo la mimosa, ha un'origine politica: la Carta della Donna, stilata a Londra nel 1946, infatti, venne inviata all’Onu in seguito ad alcune importanti decisioni sulla democrazia e sulla parità dei diritti tra sessi ed aveva come simbolo proprio una mimosa.
Molti storici hanno dimostrato che l’origine della festa della donna non è da ricondurre alla storia della fabbrica Cotton di New York, come molti credono, infatti la fabbrica si incendiò l’8 marzo del 1908 e fece perdere la vita a circa 130 donne. Questa stessa storia, ha a sua volta una leggenda: si disse che le donne di quella fabbrica di cotone, per protestare contro le brutte condizioni di lavoro alle quali erano sottomesse, si misero in rivolta, mandando in fiamme la loro stessa fabbrica. In realtà, questa “favola” fu messa in giro durante gli anni della guerra, quando la propaganda politica in America, ed i movimenti ad essa collegati, avevano bisogno di grosse pretese per poter scendere in piazza.

Qualche curiosità trovata girovagando per il web

Quest’anno in India vanno di moda i “Mommy Makeover”, modo originale di festeggiare la festa della donna tra mamma e figlia. Si tratta di cesti con prodotti cosmetici e alimentari che hanno come scopo quello di proteggere la propria salute, la cura del corpo e la “pace spirituale”.

In Inghilterra, il giornale socialista The Guardian ha pubblicato un bellissimo editoriale sulla necessità di portare nelle scuole di tutto il mondo una forma di educazione ai diritti delle donne.

Sotto alcune delle illustrazioni dell'ultimo lavoro, che a breve verrà esposto, la mostra è in fase di sviluppo, "Non si gioca con le Bambole":







Saturday, December 04, 2010

"Shoes Make The World Go Around" II Atto

Alcune delle illustrazioni che sono state esposte durante la mostra nel 2009.





Friday, October 08, 2010

Shoes Make The World Go Around

Dal 16 ottobre al 16 novembre 2009 presso l'Osteria Numero Mille di Tempio Pausania potrete visitare la mostra personale "Shoes Make The World Go Around". Circa venti opere su tela, che rivisitano il concetto classico di illustrazione attraverso arti visive digitali e grafica, in un linguaggio ibrido fatto di segni e parole, tipico dello stile comunicativo odierno.


Project: Exhibition Poster